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ORTONA: DALLA GUERRA ALLA MEMORIA


La “Stalingrado d’Italia” e la trasformazione della città

Ortona, antico porto dei Frentani in provincia di Chieti, è oggi un luogo di storia, cultura e accoglienza. La passeggiata serale lungo i 600 metri del centro storico, da Porta Caldari a Piazza San Tommaso, regala scorci di vita quotidiana, negozi, sorrisi e saluti al Santo protettore della comunità. In alto, domina il Castello Aragonese di Ortona, costruito per proteggere la città.

Ottant’anni fa, quegli stessi vicoli furono teatro di uno degli scontri più sanguinosi della Seconda Guerra Mondiale. Tra il 20 e il 28 dicembre 1945, gli Alleati canadesi del Loyal Edmonton Regiment dovettero affrontare trappole, mine e cecchini tedeschi in una battaglia casa per casa. Da allora, Ortona è conosciuta come la “Stalingrado d’Italia”, un nome che celebra il coraggio e la resistenza della città.

Sui passi della memoria: un itinerario unico

Oggi il percorso “Sui passi della memoria” guida i visitatori alla scoperta dei luoghi simbolo del centro storico e dei dintorni, raccontando la furiosa battaglia nelle strade di Ortona e la storia del territorio. La città, distrutta per oltre l’80% durante il conflitto e insignita della Medaglia d’Oro al Valor Civile, si è ricostruita senza perdere la propria identità.

L’itinerario parte dal MuBa’43, il Museo della Battaglia ospitato nell’ex Convento di Sant’Anna, che sarà riaperto nel 2026 con nuovi allestimenti multimediali. Prosegue con la Cattedrale di San Tommaso, restaurata dopo i danni della guerra, e include tappe come la torre semaforica del 1200, la porta Caldari e Piazza degli Eroi Canadesi, dove si rinnova il patto di amicizia tra Ortona e il Canada. Qui il monumento Il Prezzo della Pace, una fontana a raso e un M4 Sherman ricordano i caduti e il Natale del 1945 che cambiò per sempre la città.

Memoria, arte e natura

Ortona non è solo guerra: è anche bellezza. La città è la porta settentrionale della Costa dei Trabocchi, con mare cristallino, spiagge come il Lido Riccio e dei Saraceni, scogliere, colline e vigneti che producono vini da primato. Arte e memoria si intrecciano: al cimitero canadese sul colle di San Donato riposano 1.665 soldati, tra cui 1.375 canadesi e un ragazzo Maori, Hira Edmonds, mentre opere come la grande composizione in ceramica di Tommaso Cascella e i murales di Millo sulla pista ciclabile celebrano la libertà e la memoria.

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